lunedì 13 gennaio 2014

IL SITO CRESCEBENE.COM CI DÀ UN'OTTIMA IDEA SU COME RIUTILIZZARE I BARATTOLI DI LATTA





Prendete dei barattoli di latta, dipingeteli e scriveteci sopra i numeri ben visibili!
Procuratevi poi una palla di polistirolo, coloratela di nero e aggiungete tre punti bianchi: ecco una vera palla da bowling!


TUTTI I GIORNI FACCIAMO UNA COSA CHE PUÒ INQUINARE MOLTO

cotton fioc sono davvero indispensabili per la pulizia delle orecchie? Alcune persone li utilizzano per abitudine e per comodità, altri preferiscono non utilizzarli, ed impiegare semplicemente acqua, sapone ed un asciugamano per la pulizia delle orecchie. Anche perché il loro uso è sconsigliato anche dai medici in quanto potrebbero danneggiare le orecchie.
Dal punto di vista dell'ambiente e dei rifiuti, gran parte dei cotton fioc in vendita risultanobiodegradabili, ma è in ogni caso necessario considerare come la loro realizzazione richieda l'impiego di materie prime quali il cotone e la plastica, la cui produzione è tra le meno sostenibili al mondo, da una parte per via del ricorso a pesticidi, dall'altra per la necessità di impiegare petrolio, soprattutto nel caso di bastoncini non biodegradabili.

Dove gettare i cotton fioc

Lo smaltimento dei cotton fioc non sempre avviene in maniera corretta. Alcune cattive abitudini possono portare a gettare quotidianamente i cotton fioc negli scarichi dei sanitari, così che essi costituiranno uno dei possibili rifiuti inquinanti in grado di raggiungere le acque del nostro pianeta. I bastoncini biodegradabili devono essere gettati negli appositi contenitori per la raccolta differenziata. I cotton fioc non biodegradabili finiranno tra i rifiuti non riciclabili. Essi non devono essere gettati nello scarico del WC. Potrebbero raggiungere spiagge e mari ed impiegare anche500 anni per biodegradarsi.

Le alternative ai cotton fioc

E' possibile ricorrere a delle alternative ai cotton fioc e perché decidere di non utilizzarli? Leistruzioni riportate sulle loro confezioni indicano che i cotton fioc dovrebbero essere impiegati unicamente per la pulizia della parte esterna delle orecchie, ma una simile indicazione non sempre viene seguita, portando ad alcuni possibili rischi, come l'inserimento accidentale del cotton fioc nelcanale auricolare o il progressivo accumulo di sporcizia verso l'interno delle orecchie. Gliincidenti legati ai cotton fioc possono riguardare in modo particolare i bambini, che non dovrebbero dunque mai utilizzarli da soli.
Una delle possibili alternative all'impiego dei cotton fioc ci viene suggerita tramite il nostro Forum e consiste nell'impiegare un fazzoletto di stoffa inumidito, da avvolgere su di un pennellino da trucco, in modo tale da poter effettuare la pulizia delle orecchie quasi come con un cotton fioc, evitando però i rifiuti. Anche in questo caso tale metodo dovrò essere impiegato con attenzione.
Un'altra metodologia per la pulizia delle orecchie giunge dall'Oriente e per la precisione dall'India. Il sostituto dei bastoncini usa e getta in questo caso è costituito dall'impiego di un bastoncino in metallo, alla cui estremità viene arrotolato del filo di cotone, in modo tale da poter formare una punta simile a quella di un cotton fioc. In questo modo la pulizia delle orecchie avviene piuttosto facilmente ed il filo di cotone può essere sostituito.
Altri bastoncini orientali per la pulizia delle orecchie possono essere realizzati, anziché in metallo, in normale legno o in bambù. Sempre dall'Oriente, ed il riferimento in questo caso è dato dalla medicina tradizionale ayurvedica, giungono metodi alternativi per la pulizia delle orecchie poco noti in occidente.
Si tratta dell'impiego di oli vegetali per la pulizia delle orecchie, la quale viene eseguita da parte di esperti tramite apposite tecniche all'interno di centri ayurvedici specializzati. L'olio utilizzato più comunemente allo scopo è rappresentato dall'olio di semi di sesamo. Possono essere inoltre impiegati dei mix di oli curativi specifici a seconda della costituzione (vata, pitta o kapha, sulla base di antichi testi indiani) del soggetto che si sottopone ad un trattamento.
Si tratta in ogni caso di oli medicati specifici, applicati al fine di rimuovere il cerume e di allentare le eventuali tensioni del corpo. All'olio di sesamo o agli oli medicati può essere sostituito dell'olio d'oliva, da applicare con le dita sulle orecchie per facilitare la rimozione del cerume, inclinando prima la testa verso l'interno e poi verso l'esterno, in modo da poterne permettere la fuoriuscita, sia del cerume che dell'olio. L'operazione risulta ancora più semplice utilizzando dell'olio d'oliva leggermente riscaldato.
Lo yoga propone una tecnica di pulizia delle orecchie denominata Karna Dhanti. Essa deve essere eseguita con molta precauzione, in quanto prevede di inserire il dito mignolo nel canale auricolare e di eseguire una leggera rotazione, che permetta la rimozione del cerume eventualmente accumulato. La pulizia viene eseguita per entrambe le orecchie utilizzando dapprima il dito migniolo ed in seguito il dito indice, per completarla. Un ultimo rimedio da segnalare è costituito dai coni per la pulizia delle orecchie, che faciliterebbero la rimozione del cerume. Il loro impiego è però piuttosto controverso e non tutti li trovano realmente utili. Inoltre, tra gli ingredienti della loro composizione può essere presente la paraffina, un derivato del petrolio.





CURIAMO IL NOSTRO MONDO CON I CARTONI ANIMATI

Anche  Raiscuola ci offre molte materiali didattici per imparare insieme ai nostri bambini come curare il nostro ambiente !!!



L'ACQUA UN BENE PREZIOSO!

Impara quanto l'acqua sia fondamentale per la nostra vista su cicloacqua.altervista.org

DOVE VANNO BUTTATI I GUSCI D'UOVO?

Le risposte sono tutte nell'utilissimo DIZIONARIO DEI RIFIUTI :)

ENERGIE RINNOVABILI


In campo energetico si definisce con il termine biomassa, la sostanza organica, di origine vegetale o animale, da cui è possibile ottenere energia attraverso processi di tipo termochimico (combustione o gassificazione) o biochimico (distillazione e  reazioni di depurazione).
Questo materiale organico ha origine essenzialmente:
  • dai prodotti principali o dai residui agricoli e forestali;
  • dai sottoprodotti e dagli scarti delle lavorazioni agricoli e alimentari;
  • dagli scarti dovuto all’uso di prodotti legnosi (bancali, contenitori di legno diversi…);
  • dalle deiezioni animali.
Le biomasse più adatte all'applicazione termoenergetica, sono quelle a basso contenuto di umidità: legno, i prodotti strutturalmente simili al legno, (paglia di cereali, residui di potatura della vite, dei frutteti, di alberi, ecc.), alcuni scarti di lavorazione delle industrie alimentari (lolla, gusci, noccioli, sansa, vinaccioli, ecc.).
  • Legno: si tratta soprattutto di legna di scarto della lavorazione del legno (trucioli industriali, segatura, corteccia), materiale di scarto dal taglio ceduo (quello destinato alle cosiddette “fascine”),  pulizia dei boschi e di potature, legna da ardere, legna di piante coltivate per la produzione energetica, a rapida crescita..
  • Paglia, scarti agricoli: almeno un terzo della paglia prodotta può essere destinata alla produzione energetica; steli e torsoli di mais; lolla dalla sbramatura del riso; gusci di semi legnosi; semi di vinaccioli residui del trattamento dell’uva.

L’utilizzo di questi materiali vegetali presenta chiari vantaggi. Sono disponibili ovunque e sono una risorsa locale rinnovabile. La loro utilizzazione a scopo energetico non aumenta l’effetto serra, poiché i quantitativi di anidride carbonica rilasciata durante la degradazione, sia naturale, sia dovuta alla loro trasformazione in energia termica, sono identici a quelli assorbiti durante la crescita delle stesse piante.

L'INQUINAMENTO


L’Agenzia europea per l’ambiente definisce l’inquinamento come l’alterazione, causata direttamente o indirettamente dall’uomo, delle proprietà biologiche, fisiche, chimiche o radioattive dell’ambiente (dell'acqua, del suolo, dell'aria), quando crei un rischio o un potenziale rischio per la salute e la sicurezza dell’uomo o di ogni specie vivente, oltre naturalmente gli effetti globali sui cambiamenti climatici.
Si possono distinguere diversi tipi di inquinamento, in base all’oggetto contaminato, alle modalità e alle fonti della contaminazione:
  • inquinamento dell'aria o atmosferico,
  • inquinamento dell’acqua,
  • inquinamento del suolo,
  • inquinamento chimico,
  • inquinamento acustico,
  • inquinamento elettromagnetico: da emittenti radiofoniche, da elettrodotti, da ripetitori, da telefoni cellulari, 
  • inquinamento luminoso: l'alterazione dei livelli di luce notturna naturale, legata agli eccessi di illuminazione,
  • inquinamento termico: l’aumento innaturale della temperatura in un ecosistema,
  • inquinamento genetico: la diffusione incontrollata di organismi geneticamente modificati (OGM),
  • inquinamento nucleare: dovuto a incidenti, esperimenti, smaltimento di materiali radioattivi o contaminati nel processo di produzione di energia,
  • inquinamento urbano,
  • inquinamento agricolo: rifiuti solidi o liquidi delle attività agricole, pesticidi e fertilizzanti, dall’erosione del suolo,
  • inquinamento industriale,
  • inquinamento biologico: introduzione di organismi animali o vegetali precedentemente non esistenti nell’ecosistema che ne modificano l’equilibrio.
L'inquinamento atmosferico è quello con il quale l'uomo prevalentemente interagisce, sia in forma passiva che attiva, nella sua vita quotidiana. L’alterazione delle condizioni naturali dell’aria è infatti dovuta sia ad attività industriali che allo stile di vita e si concentra soprattutto nelle aree metropolitane, dove il traffico, gli impianti industriali e il riscaldamento degli edifici hanno effetti dannosi sulla qualità dell’aria e sulla salute degli abitanti. 

Le sostanze inquinanti più diffuse in atmosfera sono il biossido di zolfo (So2), gli ossidi di azoto(Nox), il monossido di carbonio (CO), l'ozono, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le polveri (soprattutto il particolato di diametro inferiore a 10 milionesimi di metro, il Pm10) e il piombo. Uno degli inquinanti più pericolosi per l’uomo e più diffusi nelle città è il Pm10: uno studio realizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che nei grandi centri italiani, a causa delle concentrazioni di particolato sottile superiori ai 20 μg/m3, muoiono oltre 8 mila persone ogni anno. E uno dei principali responsabili dell’inquinamento da Pm10 è il traffico urbano. E' questo infatti, e in particolare le automobili, il grande nemico dell’aria delle città, contribuendo, sul totale emesso dal trasporto stradale, ad un terzo del Pm10, al 40% circa degli NOx, a due terzi del benzene e della CO2. Per gli ossidi di zolfo, invece, la fonte primaria è il settore industriale, e soprattutto la produzione di energia, cui si devono i 3/4 del totale delle emissioni. Il traffico urbano

Iniziative per migliorare le condizioni dell’aria sono state sancite a livello regionale attraverso programmi di limitazione della circolazione veicolare e incentivi per favorire l'adozione di alimentazione dell'automobile con combustibili meno inquinanti (metano e gpl).

sabato 11 gennaio 2014

L'ACQUA È UN BENE PREZIOSISSIMO


Ecco alcuni consigli su come risparmiare 
l'acqua nella vita quotidiana!
  
  • Quando utilizziamo l'acqua per una doccia o per lavarci i denti, cerciamo di utilizzarla con rispetto: non facciamola scorrere inutilmente. Se il lavandino "perde", non aspettiamo che scavi nella ceramica per ripararlo! Tante gocce in un giorno, fanno migliaia di litri all'anno!
  • Quando ci insaponiamo, non serve che l'acqua scorra, come non serve che esca a 60 gradi. Un uso moderato del termostato acqua e del getto stesso potrebbe consentirci  un risparmio acqua di centinaia di miliardi di litri e l'emissione di tonnellate di CO2 nell'atmosfera!
  • Cerchiamo di utilizzare sempre lavastoviglie e lavatrice a pieno carico: si usa la stessa quantità d'acqua che con un carico ridotto! Con questo piccolo accorgimento, una famiglia media di 4 persone può ottenere un risparmio acqua di oltre 11.000 litri d'acqua l'anno!
  • Usiamo bene anche le temperature di lavaggio: un ciclo a 30° richiede 80 litri, a 90° il doppio!
  • Regoliamo la temperatura interna a non più di 19 gradi: ogni grado in meno consente un risparmio energetico di circa il 7% sulle spese di riscaldamento! 
  • Durante le ore notturne teniamo chiuso il riscaldamento o negli ambienti più freddi regoliamo il termostato a non più di 16° C! 
  • Installiamo valvole termostatiche (in base alla temperatura impostata, aprono e chiudono l'afflusso di acqua per ogni termosifone e consentono un buon risparmio acqua)!
  • Non copriamo i termosifoni con mobili o tende!



Con questi piccoli accorgimenti possiamo ottenere un risparmio fino al 20%!!


venerdì 10 gennaio 2014

L'ORGANICO



Affinché l’impianto di destinazione di questo materiale (l’impianto di compostaggio) possa effettivamente recuperarlo è necessario che:
non siano presenti elevati quantitativi di foglie e scarti da giardino (perché hanno tempi lunghi di trasformazione);
non siano presenti rifiuti in vetro, tessuto, plastica, metalli, oli minerali, carta plastificata;
non devono essere presenti oggetti contaminati da sostanze non organiche (legno verniciato).
Il rifiuto umido può essere conferito in qualsiasi tipo di sacchetto in quanto l’impianto di destinazione riesce a separare il sacchetto dal suo contenuto con un’apposita macchina.

Il processo del riciclo
Il recupero del rifiuto umido avviene per mezzo di un processo che prende il nome di “compostaggio”. Si tratta di una tecnica con la quale viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale con cui la sostanza organica, in presenza di ossigeno, viene decomposta dai microrganismi presenti in natura.

Dagli scarti organici, attraverso un processo di degradazione naturale, si ricava il compost, un terriccio ricco di nutrienti, utilizzabile come fertilizzante in agricoltura.
Trattandosi di un processo naturale il compostaggio può essere effettuato anche in casa, se si possiede un orto o un giardino dove collocare il composter: chi effettua il compostaggio domestico ha diritto ad uno sconto sulla bolletta dei rifiuti.


IL VETRO

Il vetro raccolto dalle campane stradali (raccolta stradale) o direttamente presso le utenze (raccolta domiciliare) viene conferito presso degli impianti di trattamento del rottame.
Perché il vetro possa essere venduto alle vetrerie come nuova materia prima, deve essere separato da ogni possibile corpo estraneo, diviso per colore e ridotto in piccole pezzature omogenee. Di queste operazioni solo la prima è manuale (separazione da corpi estranei di grandi dimensioni), mentre le altre sono automatiche e necessitano solo di personale con compiti di sorveglianza.
Con la selezione automatica vengono eliminati:
  • i materiali ferrosi (per mezzo di elettrocalamite);
  • i corpi leggeri come carta, plastica, frammenti di legno (per mezzo di un potente aspiratore);
  • i metalli amagnetici quali alluminio e piombo e soprattutto ceramica, porcellana e sassi.



La separazione del vetro dai materiali estranei quali il piombo, i metalli pesanti e la ceramica è un processo importantissimo!
La ceramica ad esempio, che ha un punto di fusione superiore a quello dei componenti del vetro, può permanere all’interno della miscela vetrosa e rovinare la resistenza dei nuovi contenitori.
Il piombo e i metalli pesanti invece, a causa dell’elevato peso specifico, si depositano sul fondo del forno di fusione determinando un’azione corrosiva.

Il rottame di vetro così ottenuto viene consegnato alle vetrerie che lo utilizzano, miscelato alle materie prime normalmente utilizzate, per la produzione di nuovo vetro. 
Il vetro riciclato, utilizzato fino al 50% del totale della miscela, consente un notevole risparmio di energia e di silice.

I prodotti del riciclo
Il vetro può essere riciclato molte volte, senza subire alcun degrado quantitativo o qualitativo. 

La produzione di vetro riciclato in Italia è pari al 60% del vetro totale prodotto; tale produzione non può andare oltre certi quantitativi in quanto il vetro che viene raccolto per il successivo riciclo è di tipo misto (ossia di colori diversi). Il vetro misto può essere utilizzato per la produzione di contenitori in vetro di colore giallo e verde, ma non per la produzione di vetro bianco che necessita di una raccolta dedicata.

LA PLASTICA



Le Plastiche sono sostanze che hanno la proprietà di ammorbidirsi con il calore in modo da potersi adattare ad uno stampo nel quale, indurendosi, assumono la forma definitiva degli oggetti. 
Per questa ragione la plastica è uno dei materiali più usati nella vita di tutti i giorni.
E’ leggera, resistente, impermeabile ma non è biodegradabile e per ottenerle è necessario utilizzare ingenti quantità di petrolio.
Oggi grazie alla raccolta differenziata e alle nuove tecnologie, gli imballaggi in plastica possono essere riciclati e portare ad un risparmio importante di petrolio ed energia.

Le numerose e particolari caratteristiche della plastica rendono l’imballaggio questo materiale molto adatto per il contenimento e il trasporto dei prodotti alimentari, nonché di liquidi non commestibili. Il 90% dei contenitori di prodotti liquidi per la pulizia della casa e per l’igiene personale sono, infatti, proprio di plastica. Nei rifiuti urbani e assimilati figurano ogni anno circa 5 milioni di tonnellate di materie plastiche, il 40% delle quali è costituito da imballaggi.

Le ragioni per cui è importante fare la raccolta degli imballaggi di plastica, sono moltissime.
Dal recupero e dal riciclo di questo materiale, è possibile non solo ottenere nuovi contenitori e moltissimi oggetti utili per il nostro quotidiano, ma anche energia come calore ed elettricità.
Bottiglie e flaconi di PET e PE possono ridiventare fibre tessili e nuovi flaconi, risparmiando così materie prime ed energia. 
Mentre la plastica non utilizzata per il riciclo, può essere destinata al recupero energetico ovvero al processo di termovalorizzazione.
Infatti la plastica raccolta, se non è avviata al riciclo, può essere destinata alla termovalorizzazione: il fatto che la plastica derivi dal petrolio, comporta che, bruciandola a temperature intorno ai 1000° C, si ottenga energia sotto forma di calore. 

Lo sapevate che …
•    Con 20 bottiglie si confeziona 1 pile. 
•    Nel 2005 si stima sia stato avviato al recupero energetico un quantitativo di imballaggi in plastica complessivamente pari a circa 530.000 tonnellate.
•    Una bottiglia di plastica del peso di 50 gr. può produrre attraverso termovalorizzazione, l’energia necessaria per tenere accesa una lampadina da 60 Watt per un’ora. 

•    Il 75% del materiale utilizzato per fabbricare una maglietta può essere dato da bottiglie di bevande gassate riciclate.

L'ALLUMINIO



L’alluminio è un materiale totalmente riciclabile, al 100% e infinite volte. Il suo recupero e riciclo, oltre a evitare l’estrazione di bauxite, consente di risparmiare il 95% dell’energia richiesta per produrlo partendo dalla materia prima. Separare l’alluminio è molto importante perché è un materiale prezioso che può essere riciclato al 100%. 

Ecco le regole di CiAl, Consorzio imballaggi alluminio, per farlo nel modo corretto:
1) Selezionare correttamente il materiale (controllando il simbolo riportato sul prodotto);
2) Sciacquare il contenitore con l’acqua per evitare cattivi odori in casa;
3) Mettere nel giusto bidone (informarsi sulle regole vigenti nel proprio comune);
4) Schiacciare e ridurre il volume della spazzatura.

Cosa succede dopo
Una volta svuotate le campane, il materiale viene portato presso appositi centri di selezione dove, grazie a un particolare metodo “a correnti indotte” l’alluminio viene separato automaticamente dagli altri rifiuti. A questo punto il materiale viene pressato in balle per facilitarne il trasporto presso le fonderie per essere riciclato.
Dopo la selezione gli imballaggi in alluminio pressati in balle vengono avviati a riciclo in fonderia. L’alluminio riciclato ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario e viene impiegato nell’industria automobilistica, nell’edilizia, nei casalinghi e per nuovi imballaggi.

Per fare esempi pratici, utilizzando come unità di misura la lattina per bevande possiamo affermare che: occorrono 640 lattine per fare un cerchione per auto; con 800 lattine si costruisce una bicicletta completa di accessori; occorrono 150 lattine per realizzare una bici da competizione; con 3 lattine si fa un paio di occhiali; con 130 lattine si costruisce un monopattino; occorrono 37 lattine per fare una caffettiera (tutte le caffettiere prodotte in Italia sono in alluminio riciclato).


NORME AMBIENTALI

Le politiche nazionali sulla legislazione in materia ambientale sono finalizzate a ridurre l'inquinamento e promuovere l'utilizzo di energia sostenibile. In Italia, le imprese sono ritenute responsabili dell'impatto ambientale delle proprie attività. Il decreto recante "Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo" ha introdotto disposizioni riguardanti la salvaguardia dell'ambiente volte a semplificare alcuni procedimenti in materia di:
  • difesa dell'ambiente e recupero aree (messa in sicurezza e bonifica);
  • procedure VAI (Valutazione Impatto Ambientale);
  • procedure AIA ( Autorizzazione Integrata Ambientale).
  • Decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5- Disposizioni urgenti in materia di semplificazione di sviluppo
  • Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152- Norme in materia ambientale
  • Normativa - Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare
L'Italia ha adottato la legislazione ambientale dell'Unione Europea con l'introduzione dell'Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti (INES), che riunisce e pubblica i dati sulle emissioni industriali che provocano inquinamento idrico e atmosferico.
  • "Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti" e "Registro europeo delle emissioni inquinanti"
La legislazione comunitaria concernente i rifiuti industriali ed il trattamento delle sostanze inquinanti, quali l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici, è stata attuata attraverso due decreti.
  • Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152- Norme in materia ambientale
  • Decreto legislativo 26 giugno 2008, n. 120- Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici nell'aria ambiente
In Italia, la legislazione dell'UE sulla prevenzione dell'inquinamento ed il controllo e riduzione delle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, e sullo smaltimento dei rifiuti è stata attuata tramite il seguente decreto.
  • Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151 -Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonche' allo smaltimento dei rifiuti

Controllo ambientale

La strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile individua i principali obiettivi ed azioni per le quattro aree prioritarie in materia ambientale:
  • clima;
  • natura e biodiversità;
  • qualità dell' ambiente e della vita negli ambienti urbani;
  • uso sostenibile e gestione delle risorse naturali e dei rifiuti.
  • Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia
  • Acqua
  • Aria e inquinamento acustico
  • Energia
  • Territorio

Gestione dei rifiuti

L'Osservatorio Nazionale sui Rifiuti (ONR) é l'ente di vigilanza e controllo sulla gestione dei rifiuti, degli imballaggi e i rifiuti  in imballaggi stoccati, istituito presso il Ministero dell'Ambiente.
  • Rifiuti e bonifiche - Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Sostanze chimiche

Il Centro Nazionale Sostanze Chimiche si occupa dell'applicazione del nuovo regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorization of Chemicals), che apporta modifiche sostanziali al sistema normativo comunitario sul controllo del rischio chimico. La prima fase dell'applicazione della normativa è costituita dalla raccolta, da parte dell'industria, di informazioni su tutte le sostanza prodotte o importate al di sopra di 1 tonnellata/anno. 
Le attività del Centro Nazionale Sostanze Chimiche includono:
  • Valutare l'eventuale minaccia di prodotti/articoli pericolosi presenti sul mercato nazionale;
  • Coordinare l'esecuzione di indagini analitiche e controlli su prodotti chimici venduti al dettaglio e su problematiche legate al sovradosaggio di sostanze chimiche;
  • Esprime pareri sulla pericolosità dei preparati destinati al commercio.
  • Normativa - Centro Nazionale Sostanze Chimiche
  • Sicurezza chimica - Ministero della salute
  • Valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici - Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Le imprese hanno la facoltà di prendere l’iniziativa e andare oltre le norme minime previste dalla legge sull’ambiente.


TANTI SEMPLICI GIOCHI DA FARE CON I NOSTRI BAMBINI CON MATERIALI DI RIUSO

IL SITO TRASHIC Ci offre una bellissima selezione di diversi lavoretti da realizzare con i nostri bambini! Non sempre il gioco più bello è quello comprato per molti soldi, a volte costruirlo insieme è il regalo più bello!


COSTRUISCI UNA MACCHINA FOTOGRAFICA CON MATERIALI DI RIUSO

Cliccando sulla foto potrete trovare un favoloso tutorial su come costruire una macchina fotografica con i vostri bambini. Il tutorial è in inglese, ma le immagini sono molto chiare ed esplicative! 
[ se come browser usate Google Chrome cliccando sulla pagina con il tasto destro uscirà l'opzione TRADUCI IN ITALIANO]

UN ALTRO GIOCO INTERATTIVO PER INSEGNARE AI NOSTRI BAMBINI LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Anche il National Geographic ci offre un divertentissimo gioco per insegnare ai nostri bambini la raccolta differenziata.

CLICCA LA FOTO E INIZIA IL DIVERTIMENTO !!! :)


giovedì 9 gennaio 2014

LA CARTA


Carta, cartone e cartoncino possono vivere quasi all’infinito. Basta separarli accuratamente, in casa, a scuola e al lavoro, non gettandoli insieme ai rifiuti indifferenziati. Un semplice gesto quotidiano che consente il loro recupero, perché possano tornare ad essere nuova carta, cartone e cartoncino.
È un circolo virtuoso, dove ognuno fa la sua parte: tu separi la carta dai rifiuti, il tuo Comune, o il gestore incaricato, provvede alla raccolta differenziata e attraverso varie tecniche avviene il vero riciclo. Già oggi, in Italia, la produzione cartaria viene effettuata per la maggior parte con macero, proveniente anche dalla raccolta differenziata.

Tutto ciò significa risparmiare risorse preziose e contribuire alla tutela dell’ambiente. 

Quindi: separa carta, cartone e cartoncino dai rifiuti e conferiscili negli appositi punti di raccolta differenziata, seguendo le istruzioni fornite dal tuo Comune.

RACCOLTA DIFFERENZIATA


La raccolta differenziata indica un sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani che prevede, per ogni tipologia di rifiuto, una prima selezione o differenziazione in base al tipo da parte dei cittadini diversificandola dunque dalla raccolta totalmente indifferenziata, prevalente sino a pochi anni fa.
Il fine ultimo è dunque la separazione dei rifiuti in modo tale da reindirizzare ciascuna tipologia di rifiuto differenziato verso il rispettivo più adatto trattamento di smaltimento o recupero che va dallo stoccaggio in discarica o all'incenerimento/termovalorizzazione per il residuo indifferenziato, al compostaggio per l'organico e al riciclo per il differenziato propriamente detto (carta, vetro, plastica, metallo ecc...). 
La raccolta differenziata, già diffusa nei paesi del Nordeuropa, fu imposta implicitamente a tutto il territorio della CEE dalla direttiva 75/442 del 1975 (oggi sostituita da direttive più recenti), la quale all'art.3 imponeva di promuovere la riduzione dei rifiuti, il recupero e il riuso e all'art.7 la "razionalizzazione" della raccolta, della cernita e del trattamento.
In attuazione di tale direttiva, il DPR 915 del 1982 stabiliva degli obblighi relativi al riciclo, al riuso e alrecupero.
La legge 475 del 1988 fu più specifica, istituendo una serie di consorzi obbligatori per il riciclo e imponendo esplicitamente la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
Nel 2009 è stato obbligato a tutti i Comuni di raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003); la nuova normativa prevede l'obbligo di raggiungere il 65% entro il 2012.
I problemi ecologici e di difesa ambientale rendono sempre più difficile reperire aree per le discariche di tipo tradizionale, nelle quali immettere materiali di tutti i generi, indifferenziati, talvolta inquinanti (come medicinali, batterie, solventi) o più spesso utili come fonte di materie prime (come ad esempio alluminio, carta, plastica, vetro).
Il riciclaggio dei rifiuti, oltre a risolvere il problema delle discariche, consente dunque importanti risparmi di energia e di materie prime. Anche il conferimento in discarica tradizionale dell'umido risulta uno spreco, poiché può essere utilizzato per produrre compost.
Scopo finale delle norme nazionali e regionali in materia di rifiuti è di ridurre quanto più possibile la quantità di residuo non riciclabile da portare in discarica o da trattare con inceneritori o termovalorizzatori, e, contemporaneamente, recuperare, mediante il riciclaggio dei rifiuti, tutte le materie prime riutilizzabili, che divengono così fonte di ricchezza e non più di inquinamento.

IL GIOCO DEL PULITO


LA PROPOSTA
Un gioco da tavolo per risvegliare la coscienza dei cittadini e le popolazioni tutte affinché si abituino all'idea della RACCOLTA DIFFERENZIATA. 
E’ necessario pensare alle conseguenze delle tonnellate di rifiuti che ogni giorno si accumulano nelle nostre discariche.
L’importanza della tutela dell’ambiente, conseguentemente la salvaguardia della salute, e l’abitudine ad apprendere le regole del vivere comune rientrano certamente nel dovere di ciascuna famiglia e della scuola che ha una responsabilità ben marcata in questa direzione. 
Questa cultura deve cominciare ad essere metabolizzata fin dalla più giovane età ed "IL GIOCO DEL PULITO" va esattamente in questa direzione: si tratta semplicemente di abituare, attraverso un'attività ludica collettiva, gli alunni delle SCUOLE ELEMENTARI e delle scuole MEDIE INFERIORI a far proprio quotidianamente il tema della raccolta dei rifiuti e delle sue modalità, senza che questo insegnamento vada ad aggiungersi in modo semplicemente didattico alle altre discipline. 
Attraverso il gioco è noto che l'apprendimento è più veloce, più facile, più profondo. 
E non dimentichiamo che i fanciulli di oggi saranno gli uomini di domani, e che un fanciullo educato diventerà a sua volta un educatore.

COME SI PRESENTA IL GIOCO:
E' un gioco da tavolo, per 2 o 4 giocatori, con un tabellone (il percorso del gioco), un mazzo di carte (28 carte dove vengono rappresentati i rifiuti-personaggi), tre dadi (1 numerico, 1 dei rifiuti riciclabili e 1 dei rifiuti non riciclabili) e quattro segnaposti.
Lo scopo del gioco consiste nello SMALTIMENTO CORRETTO DEI RIFIUTI. 
Ogni rifiuto deve essere collocato nel contenitore predisposto alla sua raccolta. 
I contenitori sono raffigurati al centro del tabellone.
I rifiuti sono rappresentati da personaggi di fantasia, il cui nome e la raffigurazione grafica (volutamente fumettistica, con tratti semplici e colori vivaci) richiamano i veri materiali da smaltire.
Chi sono i Personaggi-Rifiuti? 
Sono personaggi che rappresentano i rifiuti prodotti in una normale città o paese. 
Eccoli, uno a uno:
  • Cartolo (la carta, il cartone ecc.)
  • Lattinolo (le lattine delle bibite ecc.)
  • Medicinolo (le medicine scadute)
  • Pilolo (le pile scariche)
  • Plasticolo (tutti gli oggetti di plastica)
  • Vetrolo (tutti gli oggetti di vetro, bottiglie ecc.)
  • Umidolo (tutto quello che non rientra negli altri rifiuti)

REGOLAMENTO
Come inizia il gioco?
Mescola e distribuisci le carte dei Personaggi/ Rifiuti a tutti i giocatori fino all’esaurimento del mazzo e mettile sul tavolo in modo che si vedano bene.
Lanciate a turno il dado numerato, il giocatore che otterrà il punteggio più alto avrà diritto ad iniziare il gioco. Lancerà di nuovo il dado e si sposterà sul percorso di tante caselle quanti sono i punti indicati sulla faccia del dado.
Il percorso è composto da 34 caselle: 14 caselle raffiguranti i Personaggi/Rifiuti (gli stessi delle carte); 7 caselle raffiguranti le Posizioni dei Contenitori (es. Medicinolo si trova fuori dalle farmacie, Plasticolo fuori dai supermercati ecc.); 7 caselle imprevisti (penalità o indicazioni); 3 caselle Spazzinolo (il jolly) e 3 caselle Sporcaccionolo (l’indesiderato).
Cosa ti succede se, tirando il dado, arrivi alle caselle Personaggi/Posizioni?
Ogni volta che il tuo segnalino arriva su una delle caselle Personaggi o caselle Posizioni e hai in tuo possesso la carta corrispondente alla casella (l’abbinamento tra carte e caselle è facilitato dalla stessa banda colorata, gialla per Plasticolo, azzurra per Lattinolo ecc.) devi depositarla nell’apposito spazio riservato al Contenitore, posto all’interno del tabellone. Se sbagli a depositare la carta nel giusto Contenitore, devi riprenderla, ma per quel turno hai perso la possibilità di liberartene.
Cosa ti succede se, tirando il dado, arrivi alle caselle Spazzinolo o Sporcaccionolo?
Se arrivi in una delle caselle Spazzinolo (il jolly) sei fortunato, perché puoi depositare nell’apposito Contenitore una carta a scelta di quelle in tuo possesso.
Invece se arrivi in una delle caselle Sporcaccionolo (l’indesiderato) vieni penalizzato e devi raccogliere una carta a tua scelta da ciascuno degli altri giocatori.
Cosa ti succede se, tirando il dado, arrivi alle caselle dei Rifiuti Riciclabili o a quelle dei Rifiuti non Riciclabili?
Se arrivi in una casella in cui devi lanciare il dado dei Rifiuti Riciclabili o quello dei Rifiuti non Riciclabili lo farai, seguendo poi le stesse regole del percorso, cioè: se al lancio del dado Rifiuti Riciclabili esce Pilolo, depositi la carta relativa (Pilolo) nell’ apposito Contenitore; con Spazzinolo puoi depositare una carta a scelta (sempre nel relativo Contenitore); con Sporcaccionolo devi raccogliere una carta da ogni giocatore.
Come finisce il gioco? Chi vince?
Il giocatore che riuscirà a depositare tutte le sue carte, cioè i suoi rifiuti, negli appositi Contenitori uscirà dal gioco, che continuerà con gli altri partecipanti. Il giocatore che rimarrà per ultimo anche con una sola carta, sarà proclamato lo SPORCACCIONOLO della partita.


COME RICICLO? Pinocchio ci spiega come fare

NON SAPETE COME FUNZIONA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA NEL VOSTRO COMUNE?

"Dove va il tetrapak?" è una delle domande più dibattute nel tema del riciclaggio e per avere la risposta ecco qui il sito che fa per voi BUTTABENE.COM


CARTA RICICLATA


Ecco un piccolo passatempo per voi e per i vostri bambini!


  • FASE 1:Spezzare a pezzattini la carta di un giornale e lasciare macerare per 2 giorni in un secchio!
  • FASE 2: Mettere nel frullatore un bicchiere di carta che era a macerare e 2 bicchieri di acqua calda!
  • FASE 3:Riempire il telaio (costituito da un legno e una retina) con la poltiglia ottenuta!
  • FASE 4:Far asciugare per 5 giorni circa e staccare delicatamente la carta. Mettetela sotto un peso per assottigliarla ed ecco la vostra carta riciclata fatta in casa!

Per ottenere carta colorata è consigliato aggiungere del colore in tempera nella seconda fase!

UN PICCOLO PROMEMORIA SULLA NATURA DEI NOSTRI RIFIUTI


Come sono fatti i nostri rifiuti? Quanto ci mettono a biodegradarsi?

La legislazione europea e italiana definiscono in modo chiaro tutti i tipi di rifiuti, suddividendoli principalmente in due grandi categorie: quelli speciali ed industriali e quelli solidi urbani (RSU).

E' molto importante  sapere come sono fatti gli oggetti che utilizziamo, per poter avviarli ad un corretto smaltimento una volta esaurita la loro utilità, ed evitare così di ritrovarceli in discarica o, peggio, sotto forma di nanoparticelle una volta inceneriti!

Guarda quanto impiegano i nostri rifiuti, se gettati nell'ambiente!!

  1. Fazzolettino di carta: 4 settimane
  2. Giornale: 6 settimane
  3. Maglia di lana: 10 mesi
  4. Rivista (periodici): 10 mesi
  5. Sigaretta (mozzicone): 2 anni
  6. Chewing-gum: 5 anni
  7. Barattolo di latta: 50 anni !!
  8. Contenitore di polistirolo: 50 anni !!
  9. Lattina di alluminio: 100 anni !!
  10. Sacchetto di plastica: 500 anni !!
  11. Tessuto sintetico: 500 anni !!
  12. Bottiglia di plastica: fino a 1.000 anni !!
  13. Bottiglia di vetro: tempo indeterminato!!